Il tema della sicurezza è da qualche anno una priorità della politica degli Stati Uniti ed il cuore della loro rete di protezione dei confini è affidata alle nuove ed innovative tecnologie biometriche che sfruttano il riconoscimento delle persone grazie alle caratteristiche uniche del loro corpo.
Ma non è sufficiente per loro limitare l’utilizzo di tecnologie biometriche capaci di registrare un volto o scanner capaci di memorizzare le impronte digitali di chi accede agli USA per confrontarle con un database di "volti sospetti" solo nei loro aeroporti e porti. Intendono esportare questi progetti anche nell'Unione Europea e trovare così appoggio per l'applicazione globale delle tecnologie biometriche.
Infatti se Usa ed Unione Europea convergeranno su standard applicativi e tecnologici per la registrazione dei dati biometrici, la conservazione e l'utilizzo ai fini di sicurezza, allora sarà possibile pervenire ad uno standard biometrico internazionale capace di spingere in tutto il mondo l'ultima frontiera delle tecnologie di sicurezza.
Ciò che rende oggi complessi gli accordi USA-UE sono questioni di mercato: il timore europeo è che le compagnie americane che sul fronte della biometria hanno avuto un appoggio incondizionato del Governo finiscano per trovarsi in una posizione di vantaggio e acquisiscano il dominio del settore.
Oggi gli Usa sono più avanti nell'applicazione delle tecnologie biometriche ai propri confini e oggi, andando negli States, si è già registrati alla dogana attraverso uno scanner di impronte digitali, capace di registrarle in pochi istanti e una telecamera collegata ad un sistema informatico capace di scattare fotografie del volto. In Europa siamo ancora ancora indietro..
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