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Chi si fa timbrare il cartellino, rischia il licenziamento
Il badge per l'accesso e la registrazione della presenza è uno strumento che, se non usato correttamente, può prestarsi ad utilizzi non legittimi all'etica e alle regole aziendali. Può succedere infatti che venga "ceduto" per favorire timbrature, ma non solo, può essere perduto, sottratto al legittimo proprietario e quindi permettere l'accesso ad estranei negli ambienti lavorativi. Il caso di oggi è il primo e ne parla il Corriere della Sera di oggi: la Corte di Cassazione ha stabilito che il dipendente che lo utilizza in modo improprio e fa timbrare il suo cartellino d'ingresso al lavoro da un collega, va licenziato: perchè in questo modo si altera la certificazione delle presenze e si rompe il vincolo fiduciario tra azienda e lavoratore. La Suprema Corte ha così confermato il licenziamento di un'impiegata di una casa di cura privata che era stato giudicato legittimo dalla Corte d'appello di Torino. Ci sono oggi tencologie innovative e facilmente accessibili che possono aiutare titolari e manager ad una gestione corretta e legale dei propri collaboratori.
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