venerdì 16 gennaio 2009

In Usa le perquisizioni digitali non risparmiano il notebook

La notizia non è più recente, ma datata qualche mese fa, ma è interessante riprenderla perchè sintomatica di quello che sta oggi avvenendo nel mercato americano (che come sappiamo è precursore di mode, procedure e soluzioni).

Un trbunale statunitense ha infatti autorizzato, dopo la biometria e i passaporti tecnologicamente evoluti in funzione anti terrorismo,  le perquisizioni digitali su computer portatili, hard disk, telefoni cellulari e fotocamere di tutti quei passeggeri che sono giudicati sospetti.

Il tribunale americano ha risposto in questo modo all'appello di Michael Arnold, che di ritorno dalla Filippine, era stato fermato dal personale dell'aeroporto di Los Angeles. Nel suo laptop 
erano state rinvenute immagini pedoporno, che erano state confiscate all'istante dalla polizia aereoportuale per le indagini. 

L'uomo, nella patria delle libertà, aveva ricorso contro le ispezioni ritenute illecite, ma i contenuti di portatili, hard disk, telefoni cellulari e fotocamere sono da considerarsi alla stregua dei contenuti di valigie e borse. Perquisibili fino all'ultimo bit. 

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