Le nuove tecnologie biometriche sono ormai implementate con frequenza.
L’ultimo caso è quello di Airfrance che sta posizionando nei principali aeroporti, cominciando da il Charles de Gaulle di Parigi, totem bianchi, dove sarà sufficiente premere forte l’indice per fare il proprio check in.
Con lo smartboarding, questo è il nome della nuova tecnologia, i 1.500 clienti Flying Blue salteranno le file davanti al gate attraverso un “cancello” riservato che effettua un test di unicità per verificare se il passeggero sia solo uno e che consente di leggere i dati della carta che vengono paragonati con l'impronta del dito indice. Se la verifica è positiva lo sportello si apre e il passeggero è abilitato ad accedere all'aereo.
Il processo inizia dalla creazione della carta digitale. Recandosi negli uffici dell'aeroporto basterà presentare un documento di identità. Poi si registrano le impronte che però, sottolinea Air France, non sono immagazzinate in un database centrale, ma solo nella carta. Con nessun rischio di privacy per il viaggiatore. In pochi secondi si ottiene la carta che può funzionare in base a tre tecnologie: quelle della biometria o anche la Rfid (identificazione a radio frequenza) e la stampa termica (la carta è riscrivibile fino a 500 volte).
E come siamo messi nell’aereoporto romano di Fiumicino? Per questo hub sarà necessario aspettare ancora qualche giorno, ma da Airfrance assicurano che l'attivazione del sistema arriverà a breve. Con il vantaggio di evitare le lunghe file al check in tradizionale, senza i controllare che il vicino rispetti il posto e che i bagagli lasciati a terra restino al loro posto.
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