venerdì 31 ottobre 2008

Chiavi di casa duplicate a distanza

E' uscito un articolo molto interessante sul corriere.it   che descrive quanto è semplice ora duplicare le proprie chiavi di casa o del posto di lavoro. "E' sufficiente una semplice foto scattata con un cellulare o trovata online (magari sui tanti siti di condivisione di immagini) per duplicare le normali chiavi domestiche. La dimostrazione è arrivata da un gruppo di ricercatori dell'Università di San Diego, che hanno messo a punto un software in grado di risalire a tutte le informazioni per effettuare una copia, anche senza disporre fisicamente dell'originale.

POCO SICURE - «Abbiamo sviluppato questo programma per dimostrare come le chiavi non siano una tecnologia più di tanto segreta – spiegano gli ingegneri californiani – Grazie alle ultime innovazioni nel campo dell'ottica e della fotografia digitale è possibile duplicarle anche senza che il proprietario se ne accorga». I ricercatori sono riusciti a produrre una copia simile all'originale a partire da normali immagini caricate online (molti le condividono tranquillamente su siti come Flickr. In un'altra dimostrazione gli scienziati hanno fotografato un mazzo di chiavi poggiato sul tavolino di un bar situato ad una distanza di 60 metri. E hanno così ottenuto tutte le informazioni necessarie per riprodurle all'insaputa del proprietario.

COME FUNZIONA – I denti e le gole delle normali chiavi rappresentano un codice numerico che descrive alla perfezione come aprire la serratura per cui è stata realizzata. Gli scienziati hanno pensato di risalire a queste informazioni semplicemente facendo calcolare al software le distanze tra i denti e le gole riprodotte su una fotografia, quale che sia la distanza e l'angolazione da cui è stata scattata. Consapevoli delle conseguenze sulla sicurezza di milioni di persone, i ricercatori non hanno rilasciato pubblicamente il programma. Ma, al tempo stesso, riconoscono anche che basta avere una conoscenza minima di programmazione e modellistica digitale per poterne realizzare uno."

Impronte digitali, si o no? Il dibattito è aperto

Il dibattito sull'utilizzo di tecnologie biometriche e quindi della raccolta delle impronte digitali è aperto. Da qualche mese si discute  sull'opportunità di utilizzare le nuove tecnologie per implementare la sicurezza dei cittadini(come già all'estero). In particolare, motivo di discussione è stata la proposta dell'attuale Governo di prendere le impronte digitale ai Rom. Proprio ieri è uscito un articolo sulla stampa di Grosseto inerente all'argomento e si riflette sul fatto che spesso le contestazioni nascono per partito preso e partendo dalla non completa conoscenza di tecnologie, diritti, situazioni già in essere, etc. "Tempo fa qualcuno propose di schedare i Rom, o forse il progetto in ottica più allargata prevedeva tutti gli extracomunitari. Si gridò allo scandalo, al razzismo, alla proposta indecente..[..]. Senza uscire dal perimetro del nostro Comune sono state poste domande a un campione di cittadini..[..]

“ Lei è favorevole o contraria alle impronte digitali?” la risposta prevalente è stata “ Assolutamente no”  alla seconda domanda “ Lei sa di essere schedato?”Molti sono caduti dalle nuvole. Tutti i cittadini di Grosseto che possiedono la nuova carta di Identità hanno dovuto apporre la loro impronta digitale ma molti di loro non si ricordano di aver dovuto mettere il pollice per il rilevamento. Dopo aver fatto notare loro questo particolare, l’atteggiamento è cambiato e il commento è stato, che allora dovremmo esserlo tutti anche chi viene in Italia, o tutti o nessuno. Credevo che si trattasse di una proposta fondamentalmente razzista.” ha detto qualcuno, una percentuale abbastanza ridotta era invece a conoscenza del fatto e ha risposto che comunque non è una cosa importante.."

mercoledì 29 ottobre 2008

Anche al Comune di Milano arrivano i tornelli

Come riportano ieri alcuni giornali  nazionali (ad esempio Il Giorno), anche nella sede del Comune di Milano, a Palazzo Marino, ma non solo, a partire dal prossimo anno, entreranno in azione i tornelli anti-fannulloni, vero e proprio cavallo di battaglia del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. 

In realtà nelle sedi di alcuni assessorati l’obiettivo primario sarà soprattutto legato alla sicurezza: gli ingressi di estranei negli uffici non pootranno avvenire senza controlli. Fino ad ora gli unici stabili comunali a Milano dotati di filtro elettronico agli ingressi erano quelli che ospitano gli assessorati ai Lavori pubblici, Urbanistica e all’Innovazione. Nelle altre sedi, invece, l’ingresso è libero sia per i dipendenti che per i privati

Naturalmente i comunali devono timbrare il badge di servizio negli orari di ingresso e uscita dal lavoro. Ma se a metà mattina o a metà pomeriggio vanno a fare una pausa caffè fuori dai palazzi comunali o, peggio, fanno gli assenteisti, un controllo rigoroso non è previsto. Ora con i nuovi tornelli, per qualcuno anti-fannullone, per altri soprattutto pro-sicurezza si potranno controllare non solo gli spostamenti di buona parte dei 18 mila dipendenti comunali ma soprattutto proteggerli da estranei e malintenzionati.

Ci chiediamo se con le tecnologie oggi esistenti, affidarsi al badge sia ancora sufficiente, in ambienti così trafficati, per garantire la sicurezza ed il controllo degli accessi a queste strutture così tanto frequentate ogni giorno. Ci sono oggi tecnologie biometriche più sicure ed affidabili ed ormai alla portata di tutti, ma soprattutto dello stesso budget comunale.

lunedì 27 ottobre 2008

Gb, in arrivo sistema per prendere le impronte digitali per strada

Entro 18 mesi tutte le forze della polizia britannica saranno dotate di un dispositivo grande come un blackberry che consentirà di scannerizzare le impronte digitali e controllare all'istante l'identità delle persone fermate per la strada.

La
polizia afferma che la nuova procedura, chiamata “Project Midas”, velocizzerà le inchieste criminali ma ha anche assicurato, dopo le proteste sulla privacy violata presentate da alcuni difensori dei diritti civili, che le impronte così raccolte non verranno schedate. Saranno solo controllate con quelle contenute nell'Ident1, il database nazionale della polizia che contiene le informazioni di 7,5 milioni di individui.

Il “Project Midas”, che nella sua fase iniziale costerà tra i 30 e i 40 milioni di sterline, impedirà anche di arrestare le persone sbagliate, assicura Geoff Whitaker, responsabile tecnico della sezione della polizia che si occupa di questo progetto. Il sistema prevede anche che alle impronte digitali sia associata una foto del ricercato da identificare.

Stop per ora agli scanner aeroportuali che mostrano le parti intime

Una delle tecnologie biometriche indicate per il prossimo futuro per scoprire armi nascoste, esplosivi, droghe e quant'altro un malintenzionato decida di portare su un aereo è stato recentemente messo in discussione dall'Europarlamento.

Il mese scorso, infatti, la Commissione aveva proposto che questi sistemi venissero adottati negli aeroporti dei 27 Paesi; dopo che in alcuni Stati, come l'Olanda, questa pratica era già una realtà. Ma, con una risoluzione (approvata con 361 voti a favore, 16 contrari e 181 astenuti) il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di condurre degli accertamenti  ulteriori sull'impatto che avrebbero l'uso degli scanner full-body dal punto di vista economico, medico e dei diritti umani.

In teoria non c'era nulla di meglio di questo scanner in grado di spogliare virtualmente ogni persona che lo attraversa: rendendo impossibile celare alcunché. Peccato che, con questo sistema si renda invece visibile agli occhi degli agenti tutto il corpo nella sua interezza, parti intime comprese. Una tecnologia biometrica troppo invasiva della privacy.

Ecco perché i legislatori europei si sono preoccupati di un'eventuale diffusione negli aeroporti di questi scanner full-body: ritenendo che avrebbero "un serio impatto sui diritti fondamentali dei cittadini".

La sfida Usa-Europa passa per la Biometria

Il  tema della sicurezza è da qualche anno una priorità della politica degli Stati Uniti ed il cuore della loro rete di protezione dei confini è affidata alle nuove ed innovative tecnologie biometriche che sfruttano il riconoscimento delle persone grazie alle caratteristiche uniche del loro corpo.

Ma non è sufficiente per loro limitare l’utilizzo di tecnologie biometriche capaci di registrare un volto o scanner capaci di memorizzare le impronte digitali di chi accede agli USA per confrontarle con un database di "volti sospetti" solo nei loro aeroporti e porti. Intendono esportare questi progetti anche nell'Unione Europea e trovare così appoggio per l'applicazione globale delle tecnologie biometriche.

Infatti se Usa ed Unione Europea convergeranno su standard applicativi e tecnologici per la registrazione dei dati biometrici, la conservazione e l'utilizzo ai fini di sicurezza, allora sarà possibile pervenire ad uno standard biometrico internazionale capace di spingere in tutto il mondo l'ultima frontiera delle tecnologie di sicurezza.

Ciò che rende oggi complessi gli accordi USA-UE sono questioni di mercato: il timore europeo è che le compagnie americane che sul fronte della biometria hanno avuto un appoggio incondizionato del Governo finiscano per trovarsi in una posizione di vantaggio e acquisiscano il dominio del settore. 

Oggi gli Usa sono più avanti nell'applicazione delle tecnologie biometriche ai propri confini e oggi, andando negli States, si è già registrati alla dogana attraverso uno scanner di impronte digitali, capace di registrarle in pochi istanti e una telecamera collegata ad un sistema informatico capace di scattare fotografie del volto. In Europa siamo ancora ancora indietro..